L'altra via del design

Il design autoprodotto è un fenomeno culturale che sta prendendo sempre più piede, come dimostra anche l’edizione 2016 della Milano Design Week

La riscoperta dell'amore per il “fare”, della manualità. Non solo progettazione di oggetti, bensì una scelta precisa, una presa di posizione forte: design autoprodotto significa non soltanto ideare un oggetto, ma anche seguire l'intero ciclo di realizzazione e distribuzione. Rompendo la catena classica del design industriale, con i suoi processi seriali e i grandi numeri, l'autoproduzione rappresenta un ritorno ai ritmi lenti della tradizione artigiana con piccole serie (o addirittura pezzi unici) e senza l'obbligo di un dispendioso investimento iniziale.

I risultati di questa filosofia di progettazione sono oggetti incentrati su una storia da raccontare, realizzati grazie alla riscoperta della tradizione artigiana ma senza al contempo disdegnare le nuove tecnologie, come la stampa 3D. Lavorazioni innovative o in ogni caso distanti da quelle industriali, accessori e complementi d'arredo, inclusi quelli per lo spazio cucina, arricchiti dall'accattivante narrazione che l'oggetto si porta dietro.

Si delinea così un percorso alternativo, tracciato da quei creativi appartenenti a una realtà sempre meno sommersa, anzi in forte espansione, che trova spazio anche negli eventi internazionali come la Milano Design Week, dal 12 al 17 aprile. Un nutrito gruppo di designer indipendenti sono infatti presenti con le loro opere al Fuorisalone (www.fuorisalone.it), nei distretti Lambrate e Porta Romana, passando per la Fabbrica del Vapore.

Il design autoprodotto è una filosofia di progettazione in cui il designer è libero di sperimentare e unire il recupero dell’artigianalità all’utilizzo delle nuove tecnologie.

Amano definirsi creativi che nuotano controcorrente. D'altronde «solo un pesce morto segue la corrente». E' il payoff di FuoriSalmone, un network dedito a creare connessioni tra designer, aziende, progettisti e operatori del settore. Per la sezione food design FuoriSalmone presenta «Experience Smell Tasting» di Tiziana Ponzio (@Loft FUORISALMONE- Via Massimiano 25). Si tratta di un percorso di ricerca partito dalla scomposizione degli odori che ha portato alla realizzazione del progetto “OL_factory Set”: un set di quattro prodotti per la degustazione, appositamente ideato per educarci e accompagnarci in una nuova esperienza olfattiva a tavola, con l’obiettivo di amplificare la percezione e il ricordo di cosa si sta degustando. Il set è composto da: “Giglio”, “Aroma”, “Nebula” e “Organo”.

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Prodotti che per forma e funzione traggono ispirazione dal mondo della profumeria, proprio per indurre consciamente a un approccio orientato all’esperienza olfattiva.

E’ soltanto un esempio di come il design autoprodotto rappresenti per sua natura un terreno fertile per la ricerca e sperimentazione, offrendo l'opportunità di creare liberamente senza dover necessariamente accettare le regole tradizionali del gioco.

Un chiaro segno dell'espansione del mondo dell'autoproduzione è la nascita e crescita, anche in Italia, degli eventi interamente dedicati a questa tendenza indipendente del design. Ne è un esempio Source self-made design (www.sourcefirenze.it), giovane ma affermata realtà fiorentina dedicata all'autoproduzione, che ogni anno presenta un'esposizione di designer internazionali e che, al suo quarto anno di vita, è diventato anche un laboratorio permanente di formazione e creatività. Source torna al Fuorisalone e lo fa facendo arredare ai suoi designer un loft di 150 mq in zona Porta Romana (via Burlamacchi, 6). Nella cucina troviamo, tra gli altri, “Bordolese” di Studio Lievito, un vaso in marmo che nasconde al suo interno un mattarello.

Studio Lievito si definisce cerniera tra passato e futuro: recupero della maestria artigiana per riscaldare la tecnica moderna della produzione industriale. Produzioni seriali rifinite a mano, assemblaggi in serie di pezzi unici per rispondere all’urgenza di un design slow, ma al passo con le logiche del mercato contemporaneo.

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Sempre per Source troviamo il decanter “Mezzaluna” di Codice. A seconda della quantità di vino presente al suo interno, il decanter svela design differenti che rappresentano ogni volta una nuova fase lunare. Oggetto in cui funzionalità e un certo senso poetico si alleano per dare vita a un pezzo unico artigianale.

Se l'accoppiata vincente è spesso designer-artigiano, è possibile talvolta trovare interessanti variazioni sul tema. Ne è un esempio Amaaro!, laboratorio emiliano di autoproduzione di oggetti in ceramica, nato nel 2012 dalla collaborazione tra un architetto e una pittrice. Differenti background che trovano completamento reciproco nella ricerca su forme, materiali e colore. In esposizione per DIN-DESIGN IN, evento curato dal collettivo di designer e architetti Promote Design (www.promotedesign.it) che si svolge all’interno di un grande spazio industriale in zona Lambrate (via Massimiano, 6), troviamo Struzzine di Amaaro!.

Tazzine da caffè e bicchieri con manico zoomorfo, struzzo ed elefante, abbinati a piattini multiformi di terra colata. Ogni pezzo è realizzato a mano e colorato a ingobbio sotto cristallina in diversi toni pastello.

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Connubi professionali e non solo. La mostra TOGETHER, l’oggetto per due a cura di Maria Christina Hamel, coinvolge designer che hanno unito i propri percorsi oltre che sul versante professionale anche su quello sentimentale. Coppie di designer che progettano oggetti pensati appositamente per la vita a due, realizzati da sei artigiani di Albisola. L'esposizione, ospitata alla Fabbrica del Vapore (2-17 aprile), è presentata all'interno di Sharing Design, evento riservato al tema dell’autoproduzione, dell’innovazione green e della progettazione condivisa, promosso e organizzato da Milano Makers (www.milanomakers.com) in collaborazione con il Comune di Milano.

Quest'anno il tema della collaborazione tra designer e botteghe artigiane è la cucina pensata per le coppie ed è l'ultima, in termini cronologici, di un progetto che ha l'obiettivo di realizzare delle vere e proprie collezioni tematiche di oggetti autoprodotti in ceramica, coinvolgendo ogni anno un Comune italiano diverso.

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Un esempio degli oggetti in mostra? Il set di piatti progettato dallo studio Veneziano+Team, nato nel 2007 dall'incontro tra Gianni Veneziano e Luciana Di Virgilio. Set di piatti in ceramica con decalcomania - divisa sui tre piatti - che simula una pennellata di acquerello.

Veneziano porta in tavola la riflessione sui rischi per ogni coppia di cadere nell'abitudinarietà dello stare insieme. Oggetto per la cucina che ci ricorda quanto questa eventualità sia sempre in agguato e, perchè no, ci motiva anche a non cadere vittime del tranello. E a trovare sempre nuovi spunti creativi nella nostra quotidianità.

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