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London Design Week 2018: le nuove tendenze

In mostra le nuove tendenze, che mettono la cucina al centro della casa

Uno degli aspetti più interessanti del viaggio, è avere la possibilità di vedere le cose da un’altra prospettiva. E se ogni metropoli del mondo rivendica voce in capitolo quando si parla di manifestazioni dedicate alle arti, ognuno di questi eventi è prezioso perché offre una singolare chiave di lettura, dettata dalla città stessa.

Prendi il design: se la Design Week di Milano attira curiosi e esperti del settore in quanto istituzione dal 1961, la Design Week di Londra, giunta alla sua 16esima edizione, rapisce per la sua capacità di guardare al design da un’altra prospettiva, che strizza l’occhio all’arte contemporanea, all’interno in una città che è perfetta unione tra storia e innovazione.

In questa edizione, che si è svolta dal 15 al 23 Settembre, più di 400 eventi di design, progetti, conferenze pubbliche e installazioni hanno animato gli 11 Design District ufficiali della città, che vanno dal Design Triangle di Shoreditch a est al Design District a Marylebone a ovest, incluso il Victoria&Albert Museum (V&A) che ha spento la decima candelina come hub ufficiale della settimana del design. Inoltre, il 2018 ha segnato il ritorno della Biennale di Design di Londra, inaugurata nel 2016, che si è svolta nella cornice della Somerset House.

Tanti gli spunti, certamente. Sembrano tuttavia unanimi, i protagonisti del settore, nel mettere il futuro del design in mano a quattro principi cardine: riscoperta della tradizione e convivialità, materiali e tecnologia.

E innovativi sono gli eventi cuciti intorno a questi temi, come ad esempio l’installazione studiata da Scholten&Baijings per Fortnum&Mason, il grande magazzino d’alta gamma londinese, che ha creato ad hoc delle installazioni legate alla cerimonia del tè delle 5, ogni giorno, per tutta la durata della fiera, con un tavolo di 6 metri, 80 prodotti diversi da tutto il mondo, e ceramiche disegnate ad Arita, in Giappone.   

O anche la fontana d’acqua proposta dal celebre designer cipriota Michael Anastassiades, che per far fronte alla quasi totale scomparsa delle fontanelle pubbliche nelle città, soppiantate dalle bottigliette in plastica, ha creato una fontana in bronzo ispirata alle fontanelle storiche nel parco John Madejski, nel cuore del V&A Museum, per bere e per riempire la propria bottiglietta in plastica. Doveva essere più un'esperienza che un luogo in cui fermarsi e riempire una bottiglia", dice Anastassiades, “Doveva fondersi con l'ambiente e non cercare di attirare l'attenzione".

Interessante è anche come i grandi nomi del design lascino spazio ai giovani, nuove leve meritevoli. In particolare, le nuove generazioni di designer si stanno concentrando nell’ideare nuove soluzioni ai problemi che i giovani di oggi devono affrontare in contesti abitativi urbani, come ad esempio la mancanza di spazio: è cosi che è nata la Portable Kitchen ad opera di Yu Li, giovane designer fresco di diploma al Royal College of Art, che ha ideato una mini-cucina, chiamata Assembly, una valigetta completa di tutte le funzionalità: un tagliere, un piano cottura a induzione, una pentola e una padella, un involucro per utensili e posate, un portapiatti e una scatola portatile.

E se la cucina è uno dei luoghi in cui, da sempre, si sperimenta l’innovazione, sono tante le tendenze (ri)trovate e confermate ai fornelli, come l’ascesa sempre più dilagante della sostenibilità, il riciclo e il recupero dei materiali di scarto di altre lavorazioni. Se il 2018 ha segnato il ritorno all’artigianalità nel design, capace di dare calore e forma agli oggetti che ci circondano, la corsa alla tecnologia lo ha implementato (e continua a farlo) per semplificare le attività di tutti i giorni.

Le nuove tendenze nel campo della cucina vertono tutte sullo stesso obiettivo: un ritorno alla tradizione che vede il recupero della cucina come fulcro della vita quotidiana tra le mura di casa. Il nostro modus vivendi moderno verte infatti sulla riscoperta della socialità: la cucina torna quindi ad essere il luogo in cui la gente ama stare e svolgere le proprie attività quotidiane, oltre che, ovviamente, cucinare. L’atto di mangiare stesso è convivialità, e influenza lo studio degli spazi e dei flussi abitativi.

La cucina 2.0 si arricchisce di funzioni automatiche, per semplificare anche le più minime azioni con innovative tecnologie integrate che sono in via di sviluppo: ad esempio, la fotocamera nell’anta del frigorifero che ti offrirà la possibilità di vedere quello che hai dentro il frigo direttamente sul tuo smartphone, mentre sei al supermercato.

Spazi multidisciplinari e multiuso, funzionalità ridotte all’essenziale, forme minimali. C’è meno da guardare, e quello che rimane deve essere bellissimo e funzionale. Materiali innovativi, antimacchia, curati nel dettaglio e plasmati in forme semplici e pulite, dettano legge negli arredi della cucina, che si arricchisce al contempo di zone living conviviali che invitano a passare la giornata. Così che la cucina diventi nuovo living room, il cuore pulsante della casa, e la scenografia perfetta del tuo quotidiano.

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